Viaggio per i grandi appassionati di Arte Rupestre alla scoperta di uno dei due santuari del graffito preistorico sahariano patrimonio UNESCO. L’altro, wadi (fiume fossile) Mathendush, si trova in Libia. In un oued (= wadi) lungo poco meno di 30 chilometri e largo dagli 80 ai 140 metri, sono stati repertoriati da Henry Lothe nel 1959, circa 3.000 graffiti di tutti e quattro gli stili. Dal più antico il Bubalico, o della Fauna Selvaggia, al Bovidiano, al Cavallino, al Cammellino. Dai piccoli soggetti (pochi centimetri) con il segno picchiettato, ai grandi elefanti, rinoceronti e bovidi di più di 4 metri dal segno profondo e lisciato. Ne troviamo sulle rocce ai bordi dell’oued spesso su piastroni orizzontali o su grossi massi nel centro del fiume. Si potrà ammirare il più grande graffito fino ad ora conosciuto, su un piastrone orizzontale: un insieme di 8 giraffe, la più grande misura m. 8.50. In fondo all’oued ecco il piccolo palmeto di Nafeg con scene erotiche, personaggi falliformi e personaggi femminili dalle grandi vagine, forse un luogo dedicato ai riti della fertilità. L’oued Djerat non è percorribile in vettura per cui con il supporto dei cammelli, si procederà con un trekking di 7 giorni, un vero e proprio pellegrinaggio da una stazione all’altra fra la sponda sinistra e quella destra. Ripresi i fuoristrada ci si dirigerà a sud nella zona di Tasset, zona con grotte affrescate e belle pitture, Dider dove un gran piastrone affiorante nella piana è letteralmente coperto di bei graffiti fra i quali spiccano due splendide antilopi accucciate. Si scende dall’altipiano per raggiungere la grande vallata di Essendilene. In fondo, con una bella e facile passeggiata lungo un canyon si raggiunge l’omonima verdeggiante guelta. Si prosegue infine verso le imponenti dune dell’erg d’Admer per giungere nella dolce oasi di Djanet, dopo aver ammirato il più bel graffito sahariano al mondo, a Teghaghart.
1° giorno
Italia-Algeri
Partenza dall’Italia con volo di linea su Algeri. Se il tempo a disposizione lo consente, breve visita panoramica della città. Cena e pernottamento in hotel.
2° giorno
Algeri-Illizi
Al mattino molto presto volo per Illizi. Arrivo, incontro con lo staff e partenza in fuoristrada per raggiunge l’ingresso dell’oued Djerat dove troveremo i cammelli. Campo a In Tissemt.
Dal 3° all’8° giorno
Oued Djerat
Inizio del trekking risalendo l’oued (pendenza intorno al 2%, il dislivello totale non supera i 400 metri). In un ambiente brullo, si procede lentamente zigzagando fra le due sponde alla scoperta dei graffiti, concentrati principalmente nei pressi della confluenza di piccoli affluenti. In alcune “stazioni” se ne possono contare più di cento. Campo ad Afer. Molti graffiti sono realizzati su blocchi di roccia isolati, elefanti, rinoceronti, giraffe, struzzi di ottima fattura. In mezzo all’oued troveremo la guelta di Bartou spesso ricca d’acqua. Ad Abeior, fra gli altri, ammireremo l’elefante alto 3 metri e 40 ed il leone accucciato di 2,65 metri. Campo a In Toulout. Si giunge al piastrone del pitone per ammirare quelli che sono considerati i più bei graffiti del Djerat. Elefanti, giraffe, struzzi, un pitone e tanti altri; sorprendente Tin Smad con il più grande elefante di metri 4,70. Giornata ricchissima, verso la fine dell’oued vi è la più grande concentrazione di siti archeologici ricchi e preziosi. Si giunge al palmeto di Nafeg, ed ecco la roccia di Ahna, un grosso masso isolato coperto interamente da graffiti con scene erotiche. Nelle vicinanze si farà campo. Abbiamo avuto modo di ammirare le testimonianze lasciate dagli uomini che per millenni hanno vissuto nella regione. Si rientra soffermandoci ad ammirare altri capolavori. Campi il sesto e settimo giorno, l’ottavo giorno si torna all’ingresso del Djerat.
Dal 9° all’12° giorno
Dider-Essendilène-Tikobaouine-Teghaghart-Djanet
Si riprendono i fuoristrada con cui si raggiunge la strada asfaltata che collega Algeri a Djanet. Ora è il tempo delle pitture, nella zona di Tasset, siamo sull’altopiano del Tassili N’ Ajjer, il parco d’arte preistorica più grande al mondo, splendide pitture con bovidi e personaggi disegnati con un tratto molto sottile colorati con le più belle sfumature ocra. Campo. Ai bordi dell’altipiano, un piastrone di roccia spunta nelle a piana completamente coperto di graffiti: Dider. Si scende allora dall’altipiano si attraversa il villaggio di Zaouatallaz, il vecchio Fort Gardel, per entrare nel grande vallone di Essendilene che si incunea per alcuni chilometri nell’altopiano, campo. Con una passeggiata si raggiunge la verdeggiante omonima guelta celebre per essere stata il punto culminante del romanzo “Rendez-vous a Essendilene” di Frison Roche. Infine ci si dirige verso le alte dune dell’erg d’Admer percorrendo alcuni splendidi corridoi prima di giungere a Tikobaouine (le spade), guglie e pinnacoli che emergono dalle sabbie, un ambiente magico, campo. Prima di entrare nella dolce oasi di Djanet, i due faraglioni di Teghaghart con il capolavoro dell’arte rupestre sahariana, “i buoi all’abbeverata” una composizione unica, quattro buoi che si protendono verso la pozza d’acqua, graffito di una bellezza da lasciarci a bocca aperta. A Djanet avremo delle stanze a disposizione per una doccia, cena e in tarda serata trasferimento in aeroporto e volo per Algeri.
13° giorno
Italia
Coincidenza sul volo per l’Italia, arrivo in mattinata.